Magazine N.13

Il nostro Totem JOLLY: un espositore semplice ed economico

Il Totem Jolly è uno dei nostri prodotti più indicato per fare promozione in modo efficace, tra i più richiesti per la sua semplicità ed economicità. È realizzato in cartone spessore 10mm nella dimensione 100x150cm. Può essere tagliato e sagomato a scelta nella forma desiderata e, con il sostegno ripiegabile sul retro, diventa autoportante.
Realizzato in cartone rigido resistente all’umidità, il Totem Jolly è leggero, pratico, facile da trasportare e personalizzabile nella stampa. È ideale per eventi, mostre e fiere promozionali come valido strumento informativo e per la pubblicità aziendale.
Il Totem Jolly permette di fare una promozione totalmente ecologica e a basso impatto ambientale: quando non serve più, può essere conferito direttamente nella carta.
Se si desidera una misura diversa da quella standard, l’altezza massima è di 3 metri, oppure potete contattarci: vi consiglieremo la soluzione più adatta alle vostre esigenze.

 

 

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Aldo Manuzio: l’innovatore della stampa

Aldo Manuzio è stato uno dei personaggi più importanti nel panorama della storia dell’editoria italiana per la sua innovazione, conoscenza e genialità. Scopriamo la sua storia d’imprenditore e l’eredità che ha lasciato al mondo della tipografia e della stampa.
Aldo Pio Manuzio nacque a Bassiano, borgo della campagna laziale, tra il 1449 e il 1452 (la sua data di nascita è incerta) e morì a Venezia nel 1515. In gioventù si dedicò allo studio del latino e del greco presso alcuni grandi maestri del tempo e durante gli anni della giovinezza prese consapevolezza della sua più grande ambizione, divenuta poi il suo progetto editoriale: preservare la letteratura e la filosofia greca e latina, diffondendo i capolavori in edizioni stampate. Cominciò così la sua avventura di stampatore e tipografo quando, trasferitosi definitivamente a Venezia, grazie ad amicizie con diversi intellettuali importanti della città, fondò l’Accademia Aldina, un’istituto dedicato esclusivamente agli studi ellenistici, che vantò membri come Erasmo da Rotterdam, Pietro Bembo e Thomas Linacre.
Nel 1494 aprì la sua tipografia a Venezia, presso la quale iniziò a stampare i suoi primi libri chiamati Edizioni Aldine, considerati oggi tra i più prestigiosi e precursori dei libri tascabili perché contenevano tutte le novità tipografiche da lui introdotte: il corsivo, la grammatica greca, il formato in ottavo, la punteggiatura.
Nonostante il fiorire della sua attività di stampatore, il suo obiettivo primario rimase sempre la diffusione della lingua e della filosofia greca e la sua maggiore preoccupazione il mantenimento dell’altissima qualità delle sue edizioni, non alla portata di tutti ma per pochi.
L’opera più affascinante e stravagante pubblicata nella sua tipografia nel 1499, é la Hypnerotomachia Poliphili (“Combattimento amoroso di Polifilo in sogno”): è un romanzo allegorico che racconta e descrive il sogno erotico di Polifilo, il personaggio principale, ed è composto da 169 illustrazioni xilografiche. Secondo numerosi studi, il testo sembra essere attribuito oltre allo stesso Manuzio, anche a Leon Battista Alberi, Pico della Mirandola e Lorenzo dei Medici. Le iniziali dei 38 capitoli formano un acrostico (cioè un breve componimento poetico) che indicherebbe l’autore dell’opera, secondo alcuni Francesco Colonna, altri un frate domenicano, secondo altri il principe romano.
Dopo il matrimonio con la moglie Maria, figlia di un noto stampatore della città, la sua tipografia accrebbe maggiormente, anche grazie alla società con il figlio del Doge allora in carica, Agostino Barbarigo, e divenne l’editore più importante della città. Molti letterati e personaggi di spicco del tempo vollero fare sua amicizia, in particolare Erasmo da Rotterdam con il quale instaurò un profondo rapporto e una proficua collaborazione.
Nel 1509 la sua attività tipografica iniziò ad avere difficoltà e subì una battuta d’arresto, a causa delle pesanti sconfitte dell’esercito veneziano durante la battaglia di Agnadello. Fu costretto a rifugiarsi a Ferrara dove vi rimase per molto tempo, finché successivamente riuscì a tornare nella sua città.
Morì a Venezia nel 1515 e dopo la sua morte il suocero e i due cognati mandarono avanti l’attività della Tipografia Aldina fino al 1590.
Oltre alla sua grande attività tipografica e di stampa, Manuzio fu anche un grande innovatore del suo tempo: sistemò definitivamente la punteggiatura introducendo per la prima volta il punto come chiusura del periodo, la virgola, l’apostrofo e l’accento. Inventò anche il punto e virgola per introdurre una pausa intermedia tra i periodi. È stato l’inventore del corsivo, usato comunemente ancora oggi, che comparve per la prima volta nell’edizione stampata di Virgilio. Questo volume era in ottavo cioè un formato più piccolo di quello usato in genere per le grandi opere. Divenne quindi il primo libro tascabile, facile da portare con sé, segnando una rivoluzione e innovazione di grande successo, tutt’oggi usata.
In ogni libro non mancava mai il suo “marchio di fabbrica” (un logo, si direbbe oggi) costituito dal disegno di un’àncora con un delfino, – l’àncora rappresenta la solidità e il delfino la velocità – che aveva ricavato da un’antica moneta romana donatagli da Pietro Bembo. Questa incisione, pubblicata per la prima volta nel 1502, costituiva l’immagine del suo motto “festina lente” (affrettati lentamente), e comparso nel 1498 come dedica alle opere dell’amico Angelo Poliziano.

(Liberamente ripreso da Wikipedia e il web)

 

 

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