Magazine n.11

LA STAMPA DIGITALE E OFFSET: LA TRADIZIONE SI RINNOVA

Le nostre competenze non si fermano a quelle della stampa offset tradizionale di cui ci avvaliamo da oltre trent’anni.

Ci piace rinnovarci e sperimentare. Per questo realizziamo anche stampe digitali in tempi rapidi e di eccellente qualità cromatica.

La stampa digitale, grazie ai suoi componenti interni, permette di mantenere un’elevata qualità di stampa e una perfetta definizione, perché per ogni prodotto stampato avviene una calibrazione della stampante.

La nuova Ricoh PRO C5200s, che si caratterizza per la sua qualità e velocità eccellenti per stampe digitali di qualità con costi ridotti, ci permette di realizzare opuscoli in A3, in A4, cartoline, biglietti da visita e brochure con piega e cucitura in linea, fino a 350gr di spessore.
Le carte stampate possono essere sia classiche che goffrate e stampate fronte/retro.

Tante sono le soluzioni a portata di mano tra cui: biglietti da visita, pieghevoli, cartoline, brochure, opuscoli, locandine, inviti, cartelline, nella quantità desiderata e in elevata qualità. Inoltre la confezione con punti metallici, pieghe, tagli, brossura, fascicolatura con spirali, completa la finitura dello stampato. Il tutto in tempi assolutamente brevi.

 

 

 

 

 

 

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IL REFUSO: QUANDO IL DIAVOLO CI METTE LA CODA

[Refuso: errore di stampa dovuto a uno scambio o a uno spostamento di uno o più caratteri durante la composizione tipografica di un testo mediante caratteri mobili; estens., errore tipografico. Conservatosi nel tempo anche dopo il tramonto della stampa a caratteri mobili, oggi il termine è sinonimo di errore di battitura (o di distrazione) nella scrittura di un testo. (fonte: wikipedia)].

Il lavoro stampato, non perdona gli errori: se c’è un errore di scrittura, va tutto buttato malgrado sia stato necessario tanto lavoro per realizzarlo.
Un indirizzo, un numero civico, telefonico, una parola che diviene insignificante, un’altra che ne travisa il senso letterale… il refuso è sempre in agguato!
Nella tipografia a caratteri mobili, gli errori e i refusi erano una vera dannazione. Per sconfiggere questo nemico c’era il “correttore di bozze”, un addetto con un ruolo fondamentale e indispensabile nelle tipografie editoriali e nei giornali. Era in uso collocarlo su un alto pulpito, al di sopra del reparto di composizione, in modo che divenisse un monito alla disciplina dei compositori. Armato di matite rosso/blu, rileggeva bozze su bozze che riceveva continuamente dal ‘proto’ e dai compositori torcolieri (o tirabozze). Rileggeva senza soffermarsi volutamente sul senso letterale anzi, con attenzione e senza distrazione, non si faceva mai catturare dal senso della lettura. Lui era lì per dare la caccia agli errori… e a nient’altro! Insomma, il correttore di bozze doveva avere un sesto senso per il refuso, doveva “sentirlo a distanza” (così dicevano)… altrimenti sarebbe stato meglio che avesse fatto un’altro mestiere!
La correzione di un errore dell’autore, che fosse di sintassi o grammaticale, non rientrava nelle sue competenze e quindi non era tenuto a segnalarla. Ma l’autore non perdonava mai la mancata correzione, o una svista al riguardo: «E che diamine… – diceva l’autore – l’avrete riletto tre volte e non l’avete visto?» Quanti litigi e dispute!! E i danni, alla fine, venivano quasi sempre divisi salomonicamente, lasciando spesso il tipografo “con l’amaro in bocca”.
Ecco perché occorreva il sesto senso e una attenzione cristallina. Bastava essere distratti dal volo di una mosca per saltare una parola o una virgola, che buttava all’aria tutto il discorso. Ed ecco perché nella composizione, la corretta spaziatura e l’interlinea, erano importantissime: la vista si abitua ad un ritmo di lettura e una spaziatura diversa provoca facilmente un salto di lettura.
Anche al giorno d’oggi nei giornali un correttore di bozze non ci starebbe male, perché di errori se ne vedono molti. Per fortuna adesso ci sono nei programmi dei computer, molti aiuti come: l’automatica divisione delle lettere nei capoversi per tutte le lingue, la ricerca automatica degli errori, la traduzione simultanea, enciclopedie e dizionari sempre disponibili e di facile ricerca.
Ma quando il diavolo ci mette la coda, il refuso salta fuori e arriva fino al lettore, nonostante tutte le precauzioni del tipografo.

 

 

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