Magazine N.8

IL PACKAGING SU MISURA

Packaging: parola inglese che significa «impacchettare, imballare».

Nel linguaggio commerciale, con questo termine si definisce la confezione esterna di un prodotto e la sua presentazione. Un packaging graficamente efficace, può determinare il successo della vendita del prodotto (pensiamo ad esempio alle scatole dei profumi e dei cosmetici, ma anche di oggettistica in genere).

Spesso, ci viene richiesto un packaging personalizzato e a volte in quantità limitata, oppure prototipi/campione anche in più varianti per un controllo preventivo prima della produzione.

Con i nostri supporti (dal cartoncino teso in alto spessore, al microonda 1,5mm per tagli più complessi, fino al cartone strutturato da 14mm ideale per forme in multistrato) possiamo soddisfare molte esigenze nella creazione di scatole di qualsiasi dimensione, di porta oggetti con aggancio blister, di scatole su misura per contenitore vino e gadget, oppure come contenitore di cartoline per un open day, o anche per buste su misura, per dolci, ecc.

Con i nostri materiali (unitamente a una vasta scelta di disegni di taglio già pronti, modificabili a piacere nelle dimensioni) e alla stampa di colore, bianco e vernice, con il taglio sagomato con V-cut (per angoli a 45°) diamo soluzioni efficaci, in alta qualità, in tempi brevi e nelle giuste quantità per un packaging su misura del cliente.

 

Per scatoline Mukky: in collaborazione con Studio A&C Comunicazione

 

Per scatoline Nabimed: in collaborazione con Nabimed

 

 

 

 

 

 

Per scatoline Scaramuzzi: in collaborazione con SB Ideas

 

 

Per approfondire sulle realizzazioni in carta e cartone, cliccate qui

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LA STORIA DELLA CARTA DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI

La carta è un materiale tra i più usati quotidianamente, ma vi siete mai chiesti quale sia la sua origine?
Le prime testimonianze risalgono al 105 d.C., nella lontana Cina, quando Ts’Ai Lun, un dignitario della corte dell’imperatore cinese, trovò un metodo (a quel tempo molto all’avanguardia e rivoluzionario) per realizzare una superficie su cui poter scrivere. Intrecciando brandelli di stoffa, reti da pesca, cortecce d’albero e altre fibre naturali come bambù, canna e paglia, inventò il primo metodo di fabbricazione della carta, e in poco tempo ebbe successo in tutto il territorio cinese e anche in Giappone. Fu una scoperta veramente innovativa perché accessibile a tutti, vista la larga disponibilità delle materie prime impiegate.
Si narra che nel 750 d.C. un cartaio cinese a quel tempo prigioniero, riuscì a trasmettere questo metodo di fabbricazione della carta ad altri prigionieri arabi. La sua diffusione arrivò quindi oltre il confine cinese e fino in occidente, grazie anche ai viaggi commerciali lungo la Via della Seta.

In Italia Marco Polo, nel suo celebre Il Milione, per primo parlò di questo metodo di produzione della carta, scoperto durante il suo viaggio verso l’oriente.

Solo nel XII secolo, con le invasioni arabe, la carta arrivò materialmente in Europa. Da quel momento, ebbe una forte diffusione in tutti i paesi. In Italia iniziarono a nascere tante cartiere su tutto il territorio, da Venezia ad Amalfi. Una tra le più antiche e famose è quella di Fabriano, della quale si hanno testimonianze risalenti al 1283. Altre, allo stesso modo importanti, erano in Venezia, Prato, Amalfi e Cividale del Friuli.
Furono proprio i cartai italiani ad innovare la tecnica di fabbricazione: molte parti furono meccanizzate come la macinatura degli stracci, la collatura con gelatina animale. Crearono vari tipi di formato e fu introdotta la filigrana, che permise di contrassegnare i fogli con delle decorazioni o disegni (visibili in controluce) che indicavano la proprietà del fabbricante o la firma del cliente.
Con l’invenzione della stampa a caratteri mobili, la produzione della carta si intensificò e contribuì alla diffusione dei primi libri.

L’avanzamento tecnologico tra il 1600 e 1700, portò altri miglioramenti, soprattutto nella tecnica della macinatura, grazie a nuove macchine a cilindri rotanti con lame.
Intorno al 1800, le materie prime vegetali utilizzate per gli impasti della lavorazione, iniziarono a scarseggiare per il troppo uso, e fu così che i produttori si servirono del legno. Con la pasta di legno la produzione di carta divenne di largo consumo e con la Rivoluzione Industriale arrivarono anche le prime diversificazioni d’uso: la carta igienica, il cartone per gli imballaggi e nel 1900 la carta per l’isolamento elettrico.

Oggi sono cambiate molte cose nell’uso e nella produzione della carta: grazie alle nuove tecnologie avanzate è possibile avere fogli flessibili e sottili, in varie grammature. Sono stati introdotti collanti e additivi chimici per dare impermeabilità alla carta, talco e gesso per raggiungere un livello maggiore di bianco, una superficie particolare per renderla adatta alla stampa e infine i coloranti per renderla colorata.

Come avviene il processo di fabbricazione oggi?
Il legno viene frantumato in tutte le sue fibre e, messe a diluire nell’acqua con l’uso di macchine dotate di lame rotanti, vengono pressate e nuovamente sottoposte a lavaggi.
Così sono adatte ad una successiva lavorazione, dalla quale escono in fogli che, asciugati ad alte temperature, sono pronti all’uso.
Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un ritorno alla naturalità dei processi, meno sottoposti a trattamenti chimici dannosi per la salute dell’uomo e dell’ambiente.
In questa ottica di salvaguardia del pianeta e della riduzione dell’inquinamento, le moderne cartiere stanno cercando di risparmiare l’uso della carta per salvare le foreste.
In questo senso le carte riciclate (ottenute con il riciclo di vari rifiuti compresi quelli cartacei, sottoposti a più cicli di lavorazioni) sono attualmente di grande diffusione.

 

 

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