Magazine N.17

Stampa su tele e tessuti

 

La nostra stampa su stoffe, tele e tessuti è in alta qualità fotografica e cromatica grazie alla tecnologia delle nostre macchine HP e SwissQprint: banner pvc per realizzare striscioni e teli di grande formato con occhielli o asole per stendardi, rete microforata ideale in esterno per evitare l’effetto vela in caso di forte vento, tela in cotone canvas o in cotone ignifugo per realizzare riproduzioni artistiche dall’effetto pittorico per l’arredamento di qualsiasi ambiente.

 

Stampa su lino grezzo

 

Stampa su cotone

Stampa su tessuto glitterato

 

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La Litografia

Il termine “Litografia” proviene dal greco lithos (pietra) e graphé (scrittura) ed è un metodo di incisione e stampa molto antico, basato sull’uso di una matrice di pietra e sul principio della repulsione fra sostanze grasse e l’acqua. Il suo inventore, Aloys Senefelder nel 1796, fu il primo a pensarla come metodo di stampa e riproduzione.
La matrice è formata da una pietra calcarea detta “litografica” o “pietra di Senefelder” dalla struttura granulare, composta da carbonato di calcio che viene squadrata per rendere i lati paralleli. Il perfetto parallelismo delle facce e lo spessore (da 6 a 12 cm) contribuiscono ad ottenere una maggiore resistenza alla pressatura, diminuendo il rischio di rottura.
L’introduzione di questa tecnica per stampare, utilizzata a partire dal 1806 prima in Francia e poi nel resto d’Europa, ha portato una rivoluzione anche nel campo delle arti visive, perché ha messo a disposizione dei pittori un facile mezzo per incidere anche a colori, oltre che in bianco e nero, dando un forte contributo allo sviluppo della riproduzione artistica. Per questo motivo la litografia venne subito sperimentata da tanti grandi esponenti della pittura quali Daumier, Toulouse-Lautrec, Goya, Redon, Manet, Delacroix e tanti altri.

In Italia la prima azienda litografica fu fondata nel 1805 a Roma da Giovanni Dall’Armi, fisico e chimico originario del Trentino, che contribuì a diffonderla su tutto il territorio italiano.

Il procedimento per realizzare una litografia era semplice ma complesso allo stesso tempo: per prima cosa, la pietra litografica veniva levigata con pomice o sabbia per eliminarne i segni. Dopo questo passaggio, veniva composto il disegno in modo speculare con una matita grassa (la matita litografica o inchiostro litografico), che poteva trattenere un sottile filo d’acqua nelle parti non disegnate, respinte invece dal segno grasso. Il foglio di carta, posizionato sul torchio, riceveva solo l’inchiostro che si depositava sulle parti disegnate. Una volta finito il disegno, la pietra veniva spennellata con un liquido a base di acido nitrico, gomma arabica acidificata e acqua. Solo dopo 24 ore dalla preparazione, si poteva procedere alla stampa con il torchio litografico: la matrice disegnata veniva bagnata e poi inchiostrata con un rullo di caucciù, l’inchiostro aderiva dove era il disegno e veniva respinto dalla pietra bagnata. A questo punto, veniva inserito il foglio da stampare, pronto per essere compresso. Ad operazione ultimata, il foglio veniva tolto e fatto asciugare. Senefelder ha il merito di aver inventato anche il metodo “autografico” della litografia, che eliminò il disegno speculare alla rovescia.

Oggi, con l’avvento delle moderne tecniche di stampa, la litografia è stata superata ed è usata soprattutto per stampare opere d’arte in numero limitato.

 

 

Torchio Litografico

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