Magazine N.6

 

LA PREPARAZIONE PROFESSIONALE DEI FILE

Come gestiamo il vostro file grafico quando lo consegnate a noi?
Per prima cosa lo controlliamo. Fra i tanti servizi offerti da Tre Effe Arti Grafiche, il controllo gratuito e professionale del file è molto importante, affinché il vostro lavoro vada correttamente in stampa.
Ma come funziona e in cosa consiste? Abbiamo cercato di sintetizzarlo in pochi punti, perché sappiate cosa aspettarvi dal lavoro professionale dei nostri tecnici. Quando ci inviate il vostro file da stampare, un nostro tecnico lo prende subito in carico per verificarne i parametri che permetteranno al tuo ordine di andare in stampa, con un risultato ottimale del prodotto finito

In particolare:
– Controlliamo se il file che abbiamo ricevuto corrisponda al formato ordinato. Se ad esempio avete ordinato un A4 e il file che avete mandato, per errore, è un A5, ve lo comunicheremo all’istante. Vi diamo un suggerimento: prima di inviarci il file, controllate sempre che la risoluzione delle singole foto sia di almeno 100dpi e che nei testi non ci siano errori di battitura. Contattaci preventivamente per ottimizzare la risoluzione dei vostri file;
– Verifichiamo che siano presenti le abbondanze di 3 mm per ogni lato. Questo affinché il lavoro venga ritagliato correttamente una volta stampato;
– Guardiamo che all’interno dei file in formato pdf. i font siano incorporati (nei file jpg e tiff i font vengono incorporati automaticamente). Ricordatevi che, se la grafica è impostata su più livelli e trasparenze dovrete unire i vari livelli in uno unico, onde evitare perdite di immagini e testi in fase di stampa;
– Convertiamo automaticamente tutti i file, se non già impostati, con il profilo colore CMYK per garantire una corretta tonalità dei colori scelti in fase di stampa.

Vi immaginavate che facessimo tutte queste cose?!

Qui potete scaricare per conservare il pdf. della preparazione file per stampapreparazione file 6.0

 

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EX LIBRIS: UN ETERNO PASSATO

 

In origine gli ex-libris erano dei foglietti indicanti la proprietà di un libro, e con il tempo sono divenuti oggetti artistici ricercati, con scambi tra appassionati e collezionisti di vari paesi e nazionalità.
L’ex-libris era un “segno di bottega”, cioè un marchio di fabbrica, un logotipo che “marcava” il libro, assegnandone sia la proprietà che la connotazione del proprietario e della propria classe sociale. Era collegato al potere economico e culturale della nobiltà e delle università. Con la scoperta della stampa a caratteri mobili e della produzione editoriale, i libri finalmente furono accessibili anche a classi sociali più basse e alla borghesia commerciale che iniziava a ricevere una cultura umanistica.
Il più antico ex-libris conosciuto al mondo, risale al decennio tra il 1470 e il 1480 nella Germania meridionale. Era una xilografia eseguita per un bavarese di nome Knabensberg detto Igler, nel disegno è rappresentato un riccio, poiché in tedesco il termine Igler vuol dire appunto “riccio”. Gli ex-libris a stampa xilografica, fecero la loro comparsa alla fine del 400 in Germania, a seguito della nascita della stampa a caratteri mobili e con l’uso massiccio della carta. Inizialmente i “simboli” avevano una connotazione religiosa e nobiliare con immagini araldiche che narravano la storia familiare dipinta negli stemmi e nelle armi, ben riconoscibili e di facile lettura anche da coloro che erano analfabeti. Il loro massimo fulgore fu nel 1600 grazie all’abbinamento delle tecniche incisorie. Questo periodo determinò anche un grande fabbisogno di libri.
L’ex-libris contrassegnava il contenuto del libro specifico sia umanistico che scientifico. Nel ‘700 aumentarono i lettori, e non solo nobili. Nacquero infatti le “sottoscrizioni”: mercanti e ecclesiastici con la media borghesia si accordarono nell’investimento dei libri, costituendo le biblioteche private. Nacque così il secolo d’oro dell’incisione e finalmente l’illustrazione nei libri. In Inghilterra comparvero i “pictorial ex-libris” con scene allegoriche, campestri, paesaggi pittoreschi con piacevoli angoli della natura e, spesso, il nome del proprietario inciso su uno sperone di roccia a margine. Poi fecero la loro comparsa i “trofei” con strumenti musicali, armi, bandiere, libri e paesaggi. Con l’illuminismo. L’ex-libris diviene simbolo dello stato sociale del bibliofilo, celebrando più il trionfo del proprietario che quello del libro. Un seguito si ebbe una minore produzione dell’ex-libris araldico, ma crebbe l’interesse da parte della borghesia emergente e gli ex-libris divennero semplici “cartellini” tipografici senza immagini, molto simili al biglietto da visita, che nacque proprio in quel periodo.
In Italia, Napoleone portò uno sconvolgimento nell’araldica e gli ex-libris repubblicani sostituirono le insegne gentilizie che ebbero però breve durata. Dopo la caduta di Napoleone, tornarono in auge le vecchie figure araldiche e gli ex-libris persero il loro attraente fascino, divennero freddi, manieristici e stereotipati. Con l’arte dell’incisione, dopo la Rivoluzione francese e poi con i moti politici liberatori di inizio ‘800, l’ex-libris iniziò ad essere alla portata di tutti gli studiosi, editori e lettori in generale. Gli ex-libris non furono indenni da scritte di rifiuto al prestito del libro, seguendo la massima che «i libri non si imprestano ai veri amici, ma i veri amici non chiedono libri in prestito» oppure «l’empio prende a prestito e non restituisce» derivanti da testi religiosi.
Citiamo una frase di Gian Carlo Torre, il massimo esperto in Italia (e non solo), che mostra tutta la sua passione e la speranza che l’ex-libris possa sopravvivere nel tempo: «L’ex libris è figlio del suo tempo e non deve essere di moda, né una moda. Comunque si voglia, l’ex-libris, segno aggiunto al libro, sopravviverà al titolare portando in sua assenza, nel tempo, la presenza di un’epoca, il sentire di una vita nascosta; sarà un punto fermo a cui fare riferimento, ci porterà a considerare, non triste ma reale, la caducità umana come in questi pochi versi di un poeta spagnolo: “Foglietto, che porti il mio nome, tu mi sopravviverai”. Che è mai la vita dell’uomo, quando un pezzo di carta dura di più?».

 

Nel N. 5 di Magazine avevamo parlato di: La storia del libro: rileggilo qui 

 

                                                  

 

    Esempio di Ex libris araldico usato come stemma di famiglia 

Alcuni degli Ex-libri di Albrecht Dürer

Alcuni Ex-libris tra i più artistici


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